Politica e Sanità

giu302021

Covid-19, campagna vaccinale rallenta. Pressing su riapertura discoteche

Mentre gli italiani iniziano a riappropriarsi di un po' di libertà con tutte le regioni in zona bianca, la campagna vaccinale registra i primi segnali di rallentamento. Le consegne dei vaccini sono ridotte e le Regioni bloccano le prenotazioni. I timori legati al calo di consegne di Pfizer a luglio che le Regioni hanno manifestato alcuni giorni fa iniziano a diventare realtà. I presidenti hanno chiesto un incontro al commissario straordinario per l'emergenza, generale Francesco Figliuolo, per avere il quadro preciso delle consegne. Intanto, l'industria del ballo, l'unica che non ha ancora riaperto, torna ad alzare la voce in vista del prossimo Consiglio dei ministri, affidandosi alle capacità di mediazione del premier Mario Draghi e chiedendo una data certa nella quale poter riprendere l'attività: «ll governo ponga fine a questa ingiustizia».

Le indicazioni del Comitato tecnico scientifico sono arrivate già venerdì scorso, con gli esperti che hanno dato il via libera alla riapertura sottolineando comunque la necessità che i clienti siano «resi consapevoli che tali attività sono tra quelle a maggior rischio di assembramento e trasmissione del Covid» e, dunque, «è necessario adottare comportamenti responsabili», anche alla luce della diffusione della variante Delta e del fatto che a frequentare le discoteche sono i più giovani, che sono anche la categoria che al momento conta meno vaccinati. Proprio per questi motivi il Cts ha fissato una serie di paletti: potranno aprire solo le discoteche che hanno uno spazio all'aperto, l'ingresso sarà consentito solo a chi è in possesso di una delle tre certificazioni del green pass, la capienza massima sarà ridotta al 50%, compreso il personale dipendente, chiunque ha una temperatura superiore a 37,5 non potrà entrare, dovranno essere conservati i dati dei clienti per garantire il tracciamento. E il ministro della Salute Roberto Speranza ha già fatto sapere nei giorni scorsi che il governo si atterrà a queste indicazioni: «Abbiamo deciso in queste settimane di farci guidare sempre dalla scienza, dai nostri tecnici e dai nostri scienziati che ogni giorno si confrontano». La discussione sarà dunque incentrata su due punti: la data per la riapertura e la richiesta dei gestori di poter riaprire anche i locali al chiuso, anche se su questo c'è già il no dell'ala più rigorista del governo.
Partono, intanto, i vaccini in vacanza: Piemonte e Liguria fanno da apripista. Presto seguirà la Lombardia. Per ora la possibilità di vaccinarsi vale solo per i residenti delle due regioni che trascorreranno almeno due settimane nell'altra. Entrerà in vigore il 1° luglio il primo accordo di reciprocità vaccinale in Italia: lo hanno presentato i presidenti della Liguria, Giovanni Toti, e del Piemonte, Alberto Cirio, dopo aver ricevuto l'ok dalla struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo. Per incrementare la campagna vaccinale, è partita anche l'operazione Delta con i camper ad accesso diretto sia in località montane, sia in località balneari. Lo fa sapere l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. «In particolare, ad Arcinazzo Romano e Affile (Asl Roma 5), e al Lido di Latina (Asl Latina) - aggiunge -. L'obiettivo è aumentare la copertura vaccinale per contrastare la variante Delta con una iniziativa proattiva. Andiamo incontro ai cittadini che ancora non si sono vaccinati sarà una campagna capillare e ringrazio i nostri operatori e la collaborazione delle Amministrazioni comunali».
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