Politica e Sanità

lug292021

Covid-19, Cartabellotta (Gimbe): Quarta ondata di contagi ma impatto su ospedali ancora minimo

«Siamo entrati nella quarta ondata». Parla così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, illustrando l'incremento dei nuovi casi di Covid, da 19.390 a 31.963 in una settimana e di decessi da 76 a 111. In aumento anche i casi attualmente positivi (70.310 vs 49.310), le persone in isolamento domiciliare (68.510 vs 47.951), i ricoveri con sintomi (1.611 vs 1.194) e le terapie intensive (189 vs 165). Dati che Cartabellotta considera comunque «sottostimati» per via «dell'insufficiente attività di testing e della mancata ripresa del tracciamento dei contatti». In altre parole, precisa il numero uno della Fondazione Gimbe: «Il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati». La campagna vaccinale non riesce ad accelerare tra esitazione vaccinale e incertezze sui tempi di consegna. Per la riapertura delle scuole in presenza, secondo la Fondazione, è rischioso puntare solo sulla vaccinazione di studenti e personale scolastico.

Nella settimana 21-27 luglio, rispetto alla precedente, in tutte le Regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 Province l'incidenza supera i 50 casi per 100.000 abitanti. Tre Province fanno registrare oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire anche i decessi, con una media di 16 al giorno rispetto agli 11 della settimana precedente. «Dopo i primi segnali di risalita registrati la scorsa settimana - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE - si conferma un lieve incremento dei ricoveri che documentano l'impatto ospedaliero dell'aumentata circolazione virale». Complessivamente, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti COVID in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio, anche se le percentuali rimangono molto basse: a livello nazionale 3% in area medica e 2% nelle terapie intensive, con tutte le Regioni che registrano valori nettamente inferiori al 15% per l'area medica e al 10% per l'area critica. «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE - continuano lentamente a crescere: la media mobile a 7 giorni è di 14 ingressi/die rispetto ai 10 della settimana precedente».

Per quanto concerne le somministrazioni, al 28 luglio il 63,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 52,3% ha completato il ciclo vaccinale. In lieve calo nell'ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 3.720.954), con una media mobile a 7 giorni di 528.285 inoculazioni/die. «Il numero di somministrazioni giornaliere - precisa Cartabellotta - stabile ormai da settimane, non riesce a decollare sia per il mancato utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale per le prime dosi, sia per la limitata disponibilità di quelli a mRNA». In particolare, AstraZeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami, le somministrazioni di Johnson & Johnson sono ormai esigue e la scarsa disponibilità di dosi di vaccini a mRNA ostacola, nel breve termine, la possibilità di una massiccia vaccinazione degli under 60. L'88,5% ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,5%) e nette differenze regionali: se la Puglia ha raggiunto il 93,6% la Sicilia si ferma a quota 80,1%. Degli oltre 4,4 milioni di over 80, 4.119.891 (92%) hanno completato il ciclo vaccinale e 120.582 (2,7%) hanno ricevuto solo la prima dose. Degli oltre 5,9 milioni della fascia 70-79, 5.041.760 (84,5%) hanno completato il ciclo vaccinale e 280.691 (4,7%) hanno ricevuto solo la prima dose. Degli oltre 7,3 milioni della fascia 60-69, 5.554.115 (74,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 705.431 (9,5%) hanno ricevuto solo la prima dose.


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