Politica e Sanità

lug162021

Covid-19, criticità post pandemia. Cozzi (Ame): Recuperare specificità dell'endocrinologo

A causa della pandemia, «l'endocrinologia ha rischiato di perdere la sua specificità perché nei mesi difficili della pandemia molti specialisti sono stati indirizzati nei reparti Covid». È Renato Cozzi, presidente eletto Ame - Associazione medici endocrinologi, già direttore della Struttura complessa endocrinologia, Asst Ospedale metropolitano Niguarda di Milano, a parlare a Doctor33 delle criticità affrontante del periodo di grande emergenza sanitaria. «Le endocrinopatie e le malattie rare sono molto diffuse e hanno bisogno di una competenza specifica sull'argomento e una gestione appropriata che può essere fatta solo dall'endocrinologo esperto», spiega. «Il compito dell'endocrinologo nei prossimi mesi è recuperare la sua specificità per evitare che l'endocrinologia vada a finire nel "calderone" della medicina perché molti pazienti perderebbero la maniera migliore di essere curati e guariti», osserva Cozzi.

La pandemia, però, ha portato anche qualche aspetto positivo: la rivalutazione della telemedicina. «Il Covid ci ha fatto riflettere sulla modalità di gestire tutte le patologie, in modo particolare quelle endocrine. L'avvento dell'uso della telemedicina ha permesso di mantenere il contatto con il paziente e di garantire l'assistenza con il paziente. Questo ha portato - fa notare l'endocrinologo - a una valutazione critica del ruolo dell'ospedale. La sanità, soprattutto in Lombardia, è stata negli ultimi anni ospedalocentrica, per cui il paziente che ha bisogno dello specialista si rivolge all'ospedale. Questo va bene per il paziente che vive nella grande città e in prossimità dell'ospedale, ma non dimentichiamo che la patologia si presenta in qualsiasi centro anche il più lontano dall'ospedale. Da qui nasce la necessità di formare e di creare delle strutture di eccellenza periferiche dove il paziente trovi quello che occorre per l'inquadramento, la diagnosi e la terapia della sua malattia». Un fatto di «un'importanza eccezionale per l'endocrinologia - dichiara Cozzi - perché l'endocrinologo, accanto alla endocrinopatie più conosciute quali le malattie della tiroide e le malattie dell'ipofisi, deve affrontare anche problemi attuali enormi come l'obesità e il diabete ampliamente diffuse e che hanno bisogno quindi di centri vicino alla sede del paziente dove venga preso in carico e trattato. Questo permetterà anche un miglior risultato, con una migliore compliance».
In conclusione, Cozzi spiega che tutti i fondi, che stanno per arrivare dal Pnrr per il settore sanitario, dovrebbero essere investiti in personale e nei sistemi informatici. In Italia abbiamo «un personale sanitario anziano, prossimo alla pensione e tutto quello che in pensione non viene sostituito o, se viene fatto, subentra con molto ritardo», lasciando dei buchi nell'organico che, chiaramente, va a discapito dei pazienti. «Bisogna, quindi, integrare il personale e riportare gli organici ai livelli degli anni passati. Il sistema sanitario è in sofferenza perché negli anni è stato gravemente depauperato di risorse ma soprattutto di personale medico, infermieristico e tecnico, senza di questo, il servizio non potrà tornare alle prestazioni del passato». Tutto ciò, aggiunge Cozzi, «richiede un sistema informatico all'altezza che permetta di gestire il paziente nella maniera migliore e nella maniera più veloce. La chiave vincente sarà - dichiara - avere un sistema informatico all'altezza per poter procedere nella maniera migliore al nostro futuro».
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>