Politica e Sanità

dic62021

Covid-19, giovani più a rischio di contrarre infezione. Brusaferro: aumento esponenziale con rischio ricovero

Se i giovani sono sempre stati quelli meno coinvolti nei contagi e nelle ospedalizzazioni, la situazione oggi è cambiata. Le fasce di età più colpite sono quelle «sotto i 20 anni ma anche tra 20 e 30 anni. E sebbene in misura limitata si verifica la necessità di ricovero», afferma il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. Non solo, le persone giovani sono anche più a rischio di contrarre il Covid una seconda volta dopo esserne guariti. È quanto emerge da un'analisi condotta dall'Uomc Children's Hospital di Pittsburgh e dalla University of Pittsburgh su giovani adulti guariti da forme lievi o moderate di Covid-19, pubblicata su medRxiv. Lo studio ha coinvolto 173 pazienti di età compresa tra i 19 e i 79 anni, guariti da diverse settimane da forme lievi o moderate della malattia. Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che gli anticorpi erano in grado di neutralizzare il virus, e che livelli di anticorpi più alti erano associati a una maggiore attività neutralizzante. I ricercatori hanno, inoltre, osservato come il livello di anticorpi nei pazienti non dipendesse dal tempo trascorso dall'infezione. Quando i ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in diversi gruppi di età, è emerso qualcosa di sorprendente: i pazienti sotto i 30 anni producevano livelli di anticorpi più bassi rispetto a tutti gli altri gruppi di età.

«Molte persone pensano di non doversi vaccinare perché sono già guarite dal Covid-19», commenta John Alcorn, Ph.D., professore di pediatria presso l'Università di Pittsburgh School of Medicine e Upmc Children's Hospital di Pittsburgh. «Il nostro studio suggerisce che alcuni pazienti, soprattutto i giovani, non hanno una memoria anticorpale particolarmente buona dopo l'infezione. Per loro, il rafforzamento immunitario con la vaccinazione è fondamentale». Durante l'infezione SarS-CoV-2, il nostro sistema immunitario - ricorda una nota - produce anticorpi specifici per neutralizzare il virus, e cellule B di memoria che permangono nel flusso sanguigno contribuendo a respingere una seconda infezione originata dallo stesso agente patogeno. «Ma, anche se under 30 e le persone tra 31 e 45 anni hanno presentato livelli di gravità della malattia simili e la stessa durata dei sintomi, i livelli di anticorpi erano significativamente diversi tra le due categorie», commenta ancora Alcorn. «Questi risultati suggeriscono che la gravità della malattia potrebbe influenzare il livello di protezione di una persona, ma non spiega tutto». Alcorn e il suo team - conclude la nota - hanno in programma di seguire gli stessi pazienti per misurare la variazione dei livelli di anticorpi neutralizzanti su un periodo di tempo più lungo; poiché alcuni pazienti dello studio sono stati nel frattempo vaccinati, i ricercatori potranno confrontare anche i livelli di anticorpi in coloro che sono immunizzati rispetto a chi non lo è.

«Nella fascia tardo adolescenziale ma anche in quella più bassa tra zero e dodici anni vi è stato un incremento esponenziale di casi soprattutto nell'ultimo mese, con un aumento del numero di ricoveri». Lo conferma anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo a 24 Mattino su Radio 24. «Nella popolazione tra zero e dodici anni - ha precisato Sileri - c'è stato un notevole incremento di coloro che hanno necessitato di cure compreso i ricoveri. Nella popolazione più vasta, tra zero e diciannove anni il rischio di ospedalizzazione è intorno all'1% ovvero poco più dell'1% di questa fascia d'età che si è preso il virus ha necessitato di ricovero ospedaliero che è un qualcosa di drammatico. Il numero dei decessi è sempre basso ma pur sempre drammatico. Peraltro - ha aggiunto il sottosegretario - il long Covid capita anche nella popolazione pediatrica. Di sperimentale c'è solo il virus e non il vaccino. I nostri figli dovrebbero essere vaccinati in primis solo per la loro sicurezza. Poi senza ombra di dubbio c'è anche l'effetto di protezione per la comunità».


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