Politica e Sanità

set132021

Covid-19, Snamid: no a mascherine a scuola solo per studenti non vaccinati. Rischi alti per tutti

Mascherine, ora è obbligatorio indossarle a cinema, a teatro, nei convegni... e perché non a scuola? La domanda la porgono i medici della Snamid, la Società nazionale medica interdisciplinare cure primarie, che hanno qualche obiezione di fronte ad un possibile ritorno in presenza con gli studenti vaccinati senza mascherina e i non vaccinati "masked" nella stessa classe. La posizione favorevole a togliere la mascherina è stata presa dal ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi. Sottende che se tutti si vaccinano il paese può ripartire, e stimola i non vaccinati ad adeguarsi.

In questi giorni però anche nel governo sono comparsi dei distinguo. Il Consiglio dei ministri, nel suo piano per il rientro in classe, intende far sì che la scuola inizi al 100% in presenza e proseguire così a meno che situazioni di contagio locali non portino comuni o regioni in fascia arancione o rossa. Le indicazioni stato-regioni varate a luglio obbligano alla mascherina le aule dove le condizioni strutturali-logistiche non consentono il distanziamento di sicurezza interpersonale di un metro. Inoltre, dispensano i soli minori di sei anni dall'uso di mascherina. Solo il personale scolastico ha l'obbligo di esibire il green pass (prova di eseguito vaccino o tampone con validità di 48 ore) come da decreto legge 111 del 6 agosto scorso. Agli alunni il vaccino è solo suggerito, ma in cambio si potrebbe togliere la mascherina, è la suggestione, perché crolla il rischio di contagiare l'infezione. Ma quanto crolla? In un comunicato, Snamid puntualizza che il vaccino funziona, ma non azzera le probabilità di contagio (come in effetti affermano i dati dei Centers for Disease Control di Atlanta ripresi dall'immunologo Anthony Fauci consigliere del Presidente Usa).
Da qui il ragionamento secondo cui, insieme ad igiene delle mani e mantenimento delle distanze interpersonali, la mascherina (chirurgica o Ffp2) è tra i primi strumenti per il controllo della diffusione della Sars-Cov2: gli "stili corretti" di convivenza, «insieme alla vaccinazione e alle cure domiciliari stanno fortemente limitando l'aggravarsi dell'infezione e dei suoi sintomi, e stanno riducendo la pressione sul Servizio sanitario nazionale italiano in termini di ricoveri, ingressi in Terapia intensiva e morti per Covid». Ma a scuola, imporre la mascherina ai soli studenti non vaccinati, afferma Davide Fabbrica, vicepresidente nazionale «non solo porterebbe ad una discriminazione, con risvolti psicologici importanti (potrebbe essere tra l'altro lesa la privacy dei non vaccinati), ma determinerebbe una maggiore probabilità di far circolare il virus, nelle classi e quindi tra i familiari. Il vaccino non protegge dall'essere infetto, ma da una sintomatologia più grave! E a casa di alcuni bambini potrebbero esserci genitori o parenti molto fragili che non hanno potuto vaccinarsi per controindicazioni assolute. Ciò determinerebbe un enorme rischio di infezione e di potenziale malattia severa per questi soggetti».

Prende posizione anche Alfredo Cuffari, nuovo presidente Snamid - i vertici della società scientifica di categoria guidata per anni da Roberto Stella, vittima del Covid nella primavera 2020, sono stati appena rinnovati. Ed auspica «il mantenimento dei messaggi educativi volti alla protezione individuale in ogni luogo e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione evitando inutili pressioni psicologiche e comportamenti scorretti nei giovani».

Mauro Miserendino
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