Politica e Sanità

lug292021

Defibrillatori nei luoghi di lavoro, ok definitivo a legge per averli nei luoghi pubblici

Defibrillatori negli uffici pubblici, negli impianti sportivi, ma anche in porti e aeroporti, scuole, stazioni e altri luoghi molto frequentati. Dopo 20 anni di attesa è stata approvata la legge sui defibrillatori, con la speranza che si possano ridurre i circa 60mila arresti cardiaci che avvengono in Italia ogni anno. Il via libera in via definitiva è arrivato dalla Commissione Affari Sociali della Camera in sede legislativa. Ad annunciare l'approvazione del provvedimento è il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulé, promotore dell'iniziativa. "Oggi - ha osservato - è stato colmato un vuoto normativo tutto italiano".

La legge è stata approvata all'unanimità e in via definitiva dopo un iter lungo due anni e ha l'obiettivo di promuovere l'utilizzo e la diffusione dei defibrillatori. Le misure previste dalla nuova legge, spiega l'Italian Resuscitation Council, si propongono di coinvolgere maggiormente i cittadini nel primo soccorso: oltre ai 10 milioni di euro per l'installazione dei dispositivi (Dae) in luoghi pubblici molto frequentati, all'obbligo di insegnamento a scuola delle manovre di primo soccorso e all'obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatore, è previsto per esempio l'obbligo per il 118 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l'arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il Dae e l'introduzione di applicazioni per la geolocalizzazione dei Dae. La legge inoltre stabilisce che, in assenza di personale sanitario o di personale non sanitario, ma formato sul primo soccorso, anche i cittadini comuni, che non hanno ricevuto una formazione specifica, siano autorizzati a utilizzarli. "È importante - sottolinea il past president del Council Andrea Scapigliati, che ha partecipato alla stesura della legge - che si arrivi a un'applicazione rapida ed efficace del testo di legge attraverso, per esempio, l'introduzione di criteri uniformi per la diffusione dei Dae nei luoghi pubblici e negli impianti sportivi, la creazione di una mappa nazionale geolocalizzata dei Dae che permetta di individuarli rapidamente grazie alle applicazioni per cellulari e l'avvio della formazione a scuola".
Si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. La percentuale di sopravvivenza è dell'8%. "L'unica possibilità che abbiamo di aumentarla è avere un accesso maggiore ai sistemi di rianimazione - spiega Francesco Rubino, docente all'università Unicamillus e presidente del collegio degli ordinari di cardiologia -. In altri paesi questo è già presente, ad esempio negli Usa. Per l'Italia era sporadico, c'erano delle esperienze, come a Piacenza, ma nelle grandi città no. Per questo l'approvazione della legge era auspicata da tutte le società scientifiche". "Si tratta - ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa - di un provvedimento molto importante che ci permetterà di salvare numerose vite umane, aiutandoci a diffondere la cultura della prevenzione, della sicurezza e del primo soccorso. Le misure previste nella norma hanno infatti l'obiettivo di incrementare il coinvolgimento dei cittadini nel primo soccorso e dare loro gli strumenti per agire correttamente e con efficacia".
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