Politica e Sanità

apr32022

Diritto all'oblio. Ddl per facilitare a ex pazienti oncologici accesso a mutui, polizze vita e adozioni

«Quando si firmano un mutuo od un contratto tra una banca o un'assicurazione e un paziente che ha avuto un tumore, non è il tumore a firmare ma una persona che lo ha superato, con il suo carico di rinnovate aspettative sul proprio futuro: molti malati guariscono, altri si cronicizzano, serve una legge che consenta il diritto a considerare la malattia ormai alle spalle». Pierpaolo Sileri sottosegretario alla Salute spiega con parole semplici la proposta di legge 2548 presentata in Senato dall'onorevole Paola Boldrini (vicepresidente commissione Igiene e Sanità, Pd) che disciplina il diritto all'oblìo per le persone affette da patologia oncologica. La proposta consente di godere del diritto "a dimenticare" dopo 10 anni dalla fine dei trattamenti, che scendono a 5 anni per i pazienti minori di 21 anni. Punto focale è riconoscere che questi malati accedano a crediti, prestiti, mutui, assicurazioni e possano adottare figli dopo un tumore. E' un segnale di civiltà che ha chiesto l'Europarlamento alla Commissione di Bruxelles di far adottare entro il 2025 e che alcuni paesi (Francia, Portogallo, Benelux) hanno già recepito.Il ddl istituisce una Consulta per la parità di trattamento delle persone che sono state affette da patologie oncologiche: dovrà vigilare affinché banche ed assicurazioni rispettino la legge.

«Nel Parlamento italiano abbiamo registrato un consenso di esponenti di tutti i partiti indipendentemente dalla collocazione», spiega Boldrini ai rappresentanti del Ministero della Salute -con Sileri c'è Antonio Gaudioso capo della segreteria tecnica del Ministro Roberto Speranza -ottenendone la promessa che la proposta di legge sarà incardinata al più presto. L'obiettivo è giungere all'approvazione prima della fine della legislatura, cioè entro i primissimi del 2023, utilizzando le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia come sedi deliberanti, in altre parole la legge sarebbe già approvabile in Commissione se vi fosse consenso unanime, come si profila. Per Saverio Cinieri, presidente Associazione Italiana di Oncologia Medica, si tratta di una opportunità imperdibile per il nostro paese, anche considerando i numeri dei pazienti oncologici: su 3,6 milioni di diagnosi, pari al 6% dei residenti in Italia, sono 1 milione i guariti, spesso ragazzi, che scoprono di non aver diritto a mutui, assicurazioni sulla vita, adozioni. Cinieri aggiorna anche i numeri della raccolta firme per la campagna "Io non sono il mio tumore", che sostiene la proposta di legge: sul portale www.dirittoallobliotumori.org sono ormai 24.500. «Va ricordato -continua Cinieri -che chi accede alla legge non perde la possibilità di restare esente dal pagamento del ticket per gli esami attinenti alla malattia oncologica in nota di esenzione 048, uno dei motivi che creavano perplessità ai pazienti».

La cronicizzazione di molti casi di tumore è nei fatti e nelle statistiche, come spiega Stefania Gori rappresentante della Rete Oncologica dei Pazienti Italiani-Ropi. «Un milione e mezzo di italiani su 3,6 milioni di diagnosi è diagnosticato da 10 anni e più. Il 27% dei casi di diagnosi di tumore è guarito, cioè si trova nelle condizioni per cui, statistiche alla mano, la sua aspettativa di vita è uguale a quella della popolazione generale. Una legge per voltare pagina ci adeguerebbe ad altri paesi europei che hanno dato un esempio di civiltà».
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