Politica e Sanità

mag162022

Green pass, a un anno dalla sua introduzione il punto della situazione sull'uso in Italia e in Europa

Un anno fa, il 16 maggio 2021, per la prima volta in Italia veniva introdotto il Green Pass.
Inizialmente era stato pensato solo per gli spostamenti, per rilanciare turismo e allentare le restrizioni alla mobilità.

Fu proprio il premier Mario Draghi ad annunciare, in occasione dell'approvazione del decreto che ne introdusse la misura, la possibilità di tornare a viaggiare in tutto il Paese con un "pass verde nazionale", in attesa che entrasse in vigore il Green pass europeo previsto un mese e mezzo dopo.
Ora il certificato verde elettronico è in vigore soltanto per accedere nelle Rsa e negli ospedali, dopo che l'Italia è entrata in una nuova fase dell'emergenza Covid, gettandosi alle spalle definitivamente il ricorso a lockdown e chiusure delle attività. In un anno di Green pass una delle questioni più delicate è stata quella dei controlli: il pass poteva essere controllato da pubblici ufficiali, organizzatori di eventi, datori di lavoro, steward, titolari di strutture ricettive e locali. Tra i primi a porre il problema delle verifiche sono stati i ristoratori, chiedendosi se fosse un loro compito chiedere un documento per verificare l'identità associata al Pass esibito. Sono state decine in questi mesi le operazioni delle forze dell'ordine che hanno individuato diversi canali di vendita di Qr code falsi venduti a centinaia di euro o semplicemente messi a disposizione in chat come Telegram. I social sono stati anche la piattaforma su cui si è organizzato il dissenso dei 'No pass', scesi in piazza fin dall'estate scorsa in diverse città italiane.
Ma le certificazioni digitali ancora si scaricano e viaggiano verso i 285 milioni di download in un anno. E nel resto d'Europa? A distanza di un anno in tutta l'Ue è in corso un allentamento delle restrizioni anti-Covid per i viaggi, anche se le regole restano diverse nei singoli Paesi. Il green pass, quello base per cui è sufficiente anche il tampone, viene richiesto ormai in pochissimi paesi europei.

Tra i Paesi in cui viene ancora richiesto c'è l'Italia, ma ci sono anche Austria, Francia, Germania, Portogallo e Spagna. In Italia deve essere presentato per gli arrivi dall'estero fino al 31maggio: per entrare serve quindi essere vaccinati, guariti o avere un tampone con esito negativo.
Molti Paesi dell'Ue, invece, non lo chiedono più per l'ingresso, anche se magari continuano a richiederlo per alcune specifiche attività.
La certificazione verde non serve per entrare in Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Svizzera. Ue e non solo quindi.
Nel frattempo, è stato abolito anche il Passenger locator form (Pif) che non va più compilato prima di partire. L'Italia lo ha eliminato e resta solo in Francia, Slovenia e Malta.
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