Politica e Sanità

nov182021

Green pass, dalla Camera l'ok definitivo al decreto legge. Ecco che cosa prevede

Via libera definitivo dell'Aula della Camera al decreto legge green pass. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 300 voti a favore e 33 contrari. Il provvedimento, varato dall'esecutivo il 21 settembre scorso, disciplina le modalità per estendere l'obbligo della certificazione vaccinale nei luoghi di lavoro del settore pubblico e privato. Sia al Senato che alla Camera è stato approvato dal governo con la questione di fiducia.

Diventa legge così fino a fine anno (il 31 dicembre è il termine dello stato di emergenza) la normativa secondo cui dal 15 ottobre per evitare i contagi Covid-19 chi, lavoratore autonomo, dipendente o volontario, accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati deve possedere il green pass ed esibirlo a richiesta. Il green pass, riepiloga la normativa, è ottenibile: con vaccinazione (12 mesi di validità, ma presto potrebbero essere ridotti con nuovo decreto legge); con tampone antigenico o molecolare (rispettivamente 48 e 72 ore di validità); con attestata guarigione da Covid-19 da meno di 6 mesi, oltre ci vuole il vaccino od il tampone. È esente solo chi ha un certificato medico attestante il rischio comportato per la sua salute dal vaccinarsi. I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto dell'obbligo di portare il "pass" tra i dipendenti, anche a campione, e tra i fornitori: a tale scopo vengono nominati degli incaricati che utilizzano app in grado di leggere nominativo ed avvenuta vaccinazione. I lavoratori senza green pass sono considerati assenti ingiustificati il che non comporta conseguenze disciplinari né la perdita del posto di lavoro ma costa la mancata retribuzione per i giorni di assenza ingiustificata. Inoltre, possono essere sospesi fino a 10 giorni, nelle imprese entro i 15 dipendenti, rinnovabili massimo altri 10. Dal 15 ottobre il datore di lavoro che è scoperto non procedere alle verifiche è sanzionato amministrativamente da 400 a 1000 euro e la sanzione raddoppia in caso di recidiva; il lavoratore sprovvisto di pass va invece incontro ad una sanzione da 600 a 1500 euro cui vanno aggiunte le eventuali conseguenze disciplinari previste dal rispettivo contratto nazionale di categoria. Le sanzioni sono irrogate dal prefetto.
Il decreto legge 127 ha innovato alcuni aspetti della certificazione verde, come la sua consegna: il "green pass" ora si ottiene non più entro 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose di vaccino, ma subito dopo. L'obbligo di esibire il pass si estende anche a magistrati e dipendenti degli uffici giudiziari ma non a testimoni, avvocati, periti, parti dei processi, la cui durata va sempre salvaguardata; e si estende a Parlamento, organi costituzionali, tutti i pubblici uffici. Altra norma importante riguarda i tamponi antigenici, che sono somministrabili sia in farmacia sia nelle strutture del privato convenzionato, a prezzo calmierato: per approvvigionamento, distribuzione del presidio ed esecuzione dell'esame, alla struttura guidata dal commissario Covid Francesco Paolo Figliuolo è attribuita una dotazione da 105 milioni fino al 31 dicembre 2021.

Oltre ai vaccini per i quali il titolare AIC è lo stesso dell'Unione Europea, l'Italia considera validi ai fini della certificazione verde tre vaccini prodotti su licenza AstraZeneca: Covishield (Serum Institute of India), R-CoVI (R-Pharm), Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz). L'articolo 7 riconduce ad un numero unico per le informazioni, il 1500, i due numeri verdi 800.912491 e 1500, in precedenza istituiti rispettivamente il primo per assistenza tecnica ed il secondo per dare informazioni sanitarie e generare l'authcode nella procedura che porta alla produzione del green pass.

Mauro Miserendino
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