Politica e Sanità

giu152021

Green pass, ecco il regolamento Ue. Possibile coinvolgimento dei medici di famiglia

Medici di famiglia esecutori di tamponi, vaccinatori e, tra poco, "emettitori" di certificati verdi. Un destino possibile. La previsione è nelle maglie di un decreto che applica il regolamento sul passaporto vaccinale europeo approvato ieri con le firme della presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen, del presidente dell'Europarlamento David Sassoli e per l'Italia del vicesegretario alla salute Antonio Costa. A latere del regolamento il governo lavora a un decreto da approvarsi a cura del premier Mario Draghi, un Dpcm, che adatta il "green pass" all'Italia.

Il regolamento Ue - A partire dal 1° luglio potranno spostarsi in Europa, a partire dal 14° giorno dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid ricevuta e per 9 mesi dal rilascio, i vaccinati con due dosi di VaxZevria, Pfizer Biontech e Moderna e con una dose per Johnson & Johnson, approvati dall'European Medicines Agency. Il pass eviterà le quarantene a chi viaggia nei 27 paesi Ue, in Islanda, Svizzera, Liechtenstein. Gli stati membri potranno ammettere anche vaccinati con vaccini da loro approvati o chi ha avuto somministrata una sola dose; a questi ultimi potrà altresì esser chiesto all'ingresso un tampone supplementare. Per i guariti dal Covid il "pass" avrà validità di 6 mesi dal rilascio del referto negativo del tampone. Per i titolari di tampone negativo, il certificato Ue sarà valido 72 ore se molecolare e 48 se antigenico; se richiesto dalle normative nazionali, il titolare di tampone potrebbe dover ripetere l'esame per partecipare a concerti, spettacoli, feste. Inoltre, gli Stati possono decidere se non ammettere chi ha eseguito solo tampone rapido.

Il Dpcm - E in Italia? Il certificato vaccinale ci consentirà, oltre che di fare le ferie o spostarci per lavoro nei paesi europei, di girare tra regioni rosse o arancioni nonché di accedere a discoteche, convegni, fiere, concerti e spettacoli, eventi sportivi, visite in Rsa. Potranno controllare il pass, con app dedicata, i pubblici ufficiali, gli addetti ai controlli di teatri musei stadi e centri commerciali, i titolari di discoteche (dubbi su alberghi, negozi, bar) e le Rsa. Il cittadino vaccinato o negativo a tampone, anziché ricevere come oggi dall'hub, dall'Asl o dal medico o dalla farmacia una attestazione, darà il numero di smartphone e gli arriverà un codice che con numero di tessera sanitaria e Spid egli utilizzerà per accedere alla sua certificazione e scaricarla sul telefonino in chiaro e/o stamparla e recarsi in giro per l'Europa o per l'Italia; la certificazione riporterà un QR code unico relativo al titolare insieme alla firma digitale dell'autorità sanitaria che l'ha rilasciata; il meccanismo è reso possibile da Sogei, la Società del Ministero dell'Economia, che scaricherà i dati per il rilascio del pass sul suo sito "Digital Green Certificate" collegato con le piattaforme estere. Il pass sarà scaricabile anche con le app Immuni ed Io della Pubblica amministrazione.

Il medico di famiglia - E chi non ha lo Spid? Deve sapere che al "pass" si può accedere tramite il Sistema Tessera sanitaria cui sono abilitati in genere medici di famiglia, pediatri, farmacisti e medici dell'Asl. Dunque, il medico di famiglia potrebbe dover scaricare il documento, tra le sue altre funzioni. Il vicesegretario Fimmg Domenico Crisarà riepiloga la situazione: «Il green pass è di qua da venire, a luglio e fin qui non c'è alcuna norma specifica che ci obblighi al rilascio di attestati di prestazioni non svolte da noi. Attualmente noi medici di medicina generale scarichiamo le certificazioni relative alle vaccinazioni da noi completate ed ai referti dei tamponi diagnostici da noi effettuati. Abbiamo sottolineato a Regioni ed Asl e a livello nazionale di non poter rilasciare certificazioni analoghe per atti svolti da altri medici: se a vaccinare è stato l'hub ospedaliero, ha quello il compito di inserire i dati e rilasciare certificazione al cittadino». Quanto al "green pass" di luglio, come spiega Crisarà, «la chance di scaricare il green pass dal Fascicolo sanitario è già realtà nelle regioni che hanno implementato la possibilità per i cittadini di collegarsi al Fse, come il Veneto; ma anche dove il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione è più complesso, gran parte dei cittadini, pensionati inclusi, ha il codice Spid e scarica le app per dialogare con la Pa. Dunque, il "green pass" veicolato da Sogei andrebbe scaricato in prima istanza dal cittadino. In caso di difficoltà, dovrebbe essere la regione e non il medico a farsi carico di dematerializzare il certificato e dare al cittadino gli strumenti per scaricarlo ovvero abilitare al rilascio su carta o su smartphone la struttura che somministra le dosi e mette la firma elettronica sulla vaccinazione».

Mauro Miserendino
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