Politica e Sanità

giu82021

Pnrr, i medici al Governo: chiediamo di partecipare a rinnovamento Ssn. Le proposte in 9 punti

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è l'occasione per rivoluzionare il Servizio sanitario nazionale. E di questa rivoluzione i medici vogliono essere i protagonisti. È questo il senso delle lettere-appello inviate al presidente del Consiglio, Mario Draghi e al ministro della Salute Roberto Speranza con, allegato a entrambe, un documento, condiviso con tutte le organizzazioni sindacali di categoria, che in nove punti sintetizza la "Questione medica" con istanze, proposte, riforme che i medici ritengono "necessarie e urgenti per una rivalutazione del loro ruolo all'interno del Servizio sanitario nazionale, e dell'intera società".

A firmare gli appelli è stato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che si è fatto portavoce della professione al gran completo: dai medici ospedalieri ai medici di medicina generale, dagli anestesisti rianimatori agli specialisti ambulatoriali e convenzionati, dai medici dell'ospedalità privata agli odontoiatri, dagli specializzandi ai liberi professionisti. Il documento è stato infatti condiviso dalla Fnomceo con tutte le organizzazioni sindacali ognuna portatrice di interessi particolari, ma tutte unite nel nome dell'interesse generale della tutela della salute pubblica. "La riorganizzazione di un Paese - scrive Anelli rivolto al premier Draghi -non è obiettivo di poco conto così come l'avvio di processi di revisione degli assetti strutturali. È pur vero però che l'obiettivo può essere raggiunto, se tutte le componenti che costituiscono gli assi portanti dell'edificio partecipano al comune sforzo. In tal senso siamo a richiedere con forza, come medici e odontoiatri, che i decisori politici non trascurino, all'interno del processo, le risorse professionali quali elementi costituenti di tutto il percorso di rinnovamento". "Non sembra necessario - sottolinea Anelli - ricordare la grande prova di valore espressa dagli operatori sanitari e in particolare dai medici e dagli odontoiatri in un periodo di emergenza sanitaria Covid 19 che non ha eguali negli ultimi tempi. Questa tragica esperienza ha evidenziato le criticità del sistema assistenziale sanitario che ha retto, in una situazione emergenziale drammatica, grazie all'impegno e all'abnegazione dei professionisti sanitari che si sono spesi senza risparmio. Da ciò - afferma - discende la necessità di una revisione e riorganizzazione profonda dei nostri percorsi sanitari che dovrà concretizzare una riforma di sistema che non può prescindere dalla considerazione e valorizzazione delle risorse professionali che costituiscono l'asset della nostra sanità". "Il più recente confronto tra la Fnomceo e le organizzazioni sindacali di categoria ha portato alla luce la unanime convinzione che l'azione che si andrà a intraprendere quale Pnrr, in assenza del coinvolgimento delle risorse professionali, sia da ritenersi insufficiente a risolvere il contesto della realtà sanitaria attuale", osserva ancora Anelli nella lettera. "La consapevolezza che lo strumento Pnrr sia finalizzato ad affrontare solo alcuni problemi specifici del progetto di riforma sanitaria fa sì che appaia propedeutico individuare un ulteriore valido strumento normativo che affronti concretamente i nodi che la professione pone. La prossima Legge di Bilancio potrebbe, a nostro avviso, affrontare le diverse questioni che l'articolazione del mondo medico pone sul tappeto e in questo senso chiediamo la sua autorevole attenzione sulle questioni poste".

Ed ecco le questioni che, nel documento condiviso con le organizzazioni sindacali, sono sintetizzate in nove punti sui quali i medici chiedono un'interlocuzione col governo:
1) Le competenze, l'autonomia e le funzioni svolte dal medico, quale responsabile della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, individuando strumenti legislativi utili a garantire la specificità della professione.
2) Il tema della valorizzazione delle competenze dei professionisti ed il conseguente riconoscimento della meritocrazia.
3) Il task shifting e la relativa erosione delle competenze mediche con conseguente confusione dei ruoli a discapito della qualità del Ssn, della organizzazione dell'assistenza e della sicurezza delle cure.
4) La carenza in organico dei professionisti con conseguente sovraccarico di lavoro, problemi con la sicurezza sul lavoro e sul rischio clinico e sulla formazione, la precarizzazione di tanti medici e odontoiatri.
5) Il tema della governance sanitaria che non tiene più conto delle competenze e delle esigenze sanitarie nella definizione degli obiettivi aziendali e dell'azione amministrativa, sia nel pubblico che nel privato.
6) Il non adeguato riconoscimento economico del valore professionale.
7) Il ruolo sociale svolto dalla professione a garanzia dei diritti previsti dalla nostra Carta costituzionale.
8) I modelli assistenziali e il ruolo medico. L'inadeguatezza di questi modelli hanno messo in difficoltà l'esercizio professionale come ad esempio nel caso dell'assistenza territoriale.
9) La formazione e la programmazione dei professionisti ancora affidata a provvedimenti tampone e non a soluzioni strutturali.
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