Politica e Sanità

lug222021

Sostegni bis, il Senato approva la fiducia. Ora semplificazioni e fondo complementare al Recovery

L'Aula del Senato ha approvato la fiducia chiesta dal Governo al Dl sostegni bis dando così il via libera definitivo al provvedimento. Il disco verde è arrivato con 213 sì, 28 no e un astenuto. Il governo ha deciso di blindare il testo del Dl 77 in sede di conversione, che la Camera ha già licenziato da varare entro fine settimana tassativamente a pena decadenza. Il Dl reca misure urgenti connesse all'emergenza da Covid, per imprese, lavoro, giovani, salute e servizi territoriali. In tema di sanità il Sostegni bis (da non confondere con il Sostegni Uno, che ha varato il mega-ristoro del 60% ai professionisti danneggiati dal Covid e la vaccinazione in farmacia) unifica all'articolo 35 in un Fondo da 1 miliardo i Fondi per il rimborso di farmaci innovativi e farmaci oncologici innovativi istituiti dalla Finanziaria 2017 (legge 232/16, commi 400 e 401. Inoltre, autorizza la spesa di 1,65 miliardi per il Commissariato all'emergenza su contabilità speciale (articolo 35), consente alle regioni di recuperare le prestazioni perse a pazienti no Covid in questi 2 anni con extra spesa per coprire ore in più di dirigenti medici (80 euro lordi orari esclusi i servizi di guardia), e personale del comparto (50 euro lordi orari) nonché, se servissero, con ingaggi cococo o partita Iva a professionisti iscritti agli albi.

L'articolo 27 garantisce con 28 milioni quest'anno e 24 nel 2022 l'esonero per 2 anni per esami di monitoraggio a chi ha avuto il Covid-19 in forma grave ed è stato ricoverato. Sono stanziati 5 milioni l'anno per prestazioni termali a pazienti che necessitino cicli di riabilitazione motoria e neuromotoria riconosciuti dall'Inail o affetti da postumi da Covid-19. L'articolo 29 prevede che le regioni eroghino incentivi ai laboratori più efficienti pubblici e privati entro uno stanziamento da 46 milioni nel 2021 e 23 nel '22. L'articolo 30 prevede misure per digitalizzare la sanità militare e 16,5 milioni per creare un reparto di infialamento farmaci nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Ma soprattutto introduce tre crediti d'imposta: del 20% per i costi sostenuti da giugno 2021 fino al 2030 dalle imprese che effettuano attività di ricerca e sviluppo per farmaci nuovi, inclusi i vaccini, entro il tetto per ciascun beneficiario di 20 milioni di euro che prova a tessere un quadro stabile per la farmaceutica italiana; del 17% ad enti privati no-profit per le spese sostenute in reagenti e dispositivi utilizzati nel fare ricerca biomedica entro un tetto di 11 milioni per il 2021; del 30%, il più importante all'articolo 32, per le spese di sanificazione e per l'acquisto di dispositivi di protezione su spese sostenute a giugno, luglio ed agosto 2021.
In parallelo la Camera sta per licenziare e girare al Senato il decreto legge semplificazioni dove sono stati introdotti in extremis, accanto alle norme che definiscono i responsabili del trattamento dati del green pass (Sogei per la prima vaccinazione, Anagrafe vaccini per la seconda), la possibilità per l'Italia negli stati di emergenza di acquisire licenze obbligatorie per produrre in casa farmaci, vaccini e Dpi, e proroghe contabili importanti per l'assessment degli acquisti diretti per farmaci da parte dell'Aifa e per le spese dei commissari Asl. Prossima settimana il senato dovrà esaminare il Dl Sostegni Vis e il Dl sul rafforzamento delle pubbliche amministrazioni e sulla giustizia. Nel frattempo, è atteso il decreto che condiziona la fruizione di eventi e servizi pubblici al possesso di green pass: le forze politiche sono spaccate ma il rilievo delle norme dovrebbe imporre la formula del decreto legge con successiva conversione delle camere a settembre.

Ricordiamo infine, passato nei giorni scorsi, il decreto legge 59, convertito nella legge 101, in vigore dal 7/7, che vara il Fondo complementare finalizzato ad integrare con risorse nazionali gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per complessivi 30,6 miliardi da spendere tra 2021 e 2026 dettando le regole per l'accesso ai contributi per imprese pubbliche e private interessate a realizzare i progetti di piano. Sui settori della conoscenza è previsto un investimento di 500 milioni, 100 per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, gestito dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che ora grazie al Dl Sostegni si avvarrà di un comitato di valutazione internazionale. Il decreto prevede inoltre un rifinanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2021-27, con incremento di 15,5 miliardi di euro spalmato in 10 anni, e il varo con 135 milioni da spendere in 3 anni di una Rete di interconnessione nazionale dell'istruzione per coordinare le piattaforme di scuole, uffici scolastici regionali e Ministero dell'istruzione.

Mauro Miserendino
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