Politica e Sanità

lug142022

Vaccini Covid, nuova campagna quarta dose con modello misto: hub, Mmg e farmacie. Le linee guida

La nuova campagna vaccinale per la quarta dose di vaccino anti-Covid a over 60 e fragili prevede un target nazionale di almeno alle 100mila dosi al giorno, si dovrà basare da subito su un modello misto con hub vaccinali, Mmg, farmacie e strutture sanitarie stabili e per ognuno di questi punti di somministrazione le Regioni dovranno indicare, entro il 22 luglio, le capacità massime di somministrazione, per raggiungere una platea di 12 mila persone. Queste le linee di indirizzo contenute nel documento che Tommaso Petroni, direttore dell'Unità per il completamento della campagna vaccinale (Uccv), ha inviato alle Regioni dando seguito alla Circolare ministeriale per l'estensione della platea vaccinale destinataria della seconda dose di richiamo (second booster) nell'ambito della campagna di vaccinazione anti Covid.

Nel documento, l'Uccv sottolinea come la prima campagna vaccinale, quella avviata durante lo stato di emergenza, sia stata incentrata sui grandi hub vaccinali con il progressivo coinvolgimento di medici di medicina generale e farmacie. Nel contesto attuale e per la platea individuata, l'Uccv chiede fin da subito di configurare "un modello misto di somministrazioni, in cui gli hub vaccinali potrebbero essere previsti a livello provinciale in numero crescente in funzione della popolazione residente e tenendo conto delle caratteristiche orografiche, demografiche e di viabilità dei singoli territori (solo a titolo di esempio: un hub vaccinale ogni 50.000 abitanti), integrati da altri punti vaccinali presso strutture sanitarie stanziali tipo presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie". Per andare raggiungere questo obiettivo Petroni chiede alle Regioni e alle Province autonome di "porre in essere una organizzazione dedicata in grado di raggiungere i target individuati" e ogni Regione/PA fornirà entro il 22 luglio prossimo all'Uccv "le capacità massime di somministrazione, in base alla propria pianificazione, suddivise per hub/punti di somministrazione attivi; hub/punti di somministrazione attivabili; strutture sanitarie stanziali quali potenziali stazioni vaccinali; medici di medicina generale; farmacie o altro".

Complessivamente il numero di cittadini destinatari dell'ulteriore richiamo è stimato in circa 12 milioni (ai quali dovranno essere sottratti coloro che progressivamente saranno guariti dal Sars-CoV- 2)". Per completare il piano di richiamo raccomandato, "il target nazionale di somministrazioni giornaliere dovrebbe attestarsi almeno alle 100.000 dosi/giorno, valutando poi l'evoluzione del quadro epidemiologico e le eventuali ulteriori indicazioni delle autorità sanitarie italiane ed europee".
Dal canto suo, l'Unità, in linea con le normative vigenti, "provvederà ad approvvigionare i vaccini e i kit di somministrazione, a sovraintendere alla distribuzione, a monitorare i fabbisogni operando le attività di compensazione tra le varie Regioni/PA e a monitorare il raggiungimento dei target" e "supportare le Regioni con le attività amministrative finalizzate a garantire la disponibilità di personale sanitario richiesto per la campagna vaccinale".

Petroni sottolinea l'importanza del coinvolgimento dei medici di medicina generale: visto il quadro epidemiologico caratterizzato da una immunizzazione della popolazione fortemente diversificato, sia vaccinazioni effettuate e pregressa infezione, possono "proporre al singolo individuo la schedula più idonea".
Una criticità individuata è "la necessità di una comunicazione focalizzata sulla puntuale e trasparente necessità di una vaccinazione tempestiva e sulla validità dei vaccini nella prevenzione dell'aggravamento e della letalità del contagio".
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