Politica e Sanità

set132021

Vaccini Covid, si attende avvio della terza dose. Molte regioni sono già pronte

L'Italia si prepara a partire con la somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid-19 che, come ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, prenderà il via nei «primissimi giorni della prossima settimana» dalle «persone con fragilità immunitaria», ossia pazienti oncologici, trapiantati. Potrebbero essere complessivamente circa 2,3 milioni. Intanto le regioni si preparano. «Il Lazio parte con la terza dose di vaccino. Dalla prossima settimana iniziamo con chi ha ricevuto un trapianto e che saranno contattati dal sistema sanitario regionale», si legge nel tweet del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Nei giorni scorsi si era dichiarata pronta a partire con la terza dose anche l'Emilia Romagna. Se si raggiungesse la copertura vaccinale al 90% «ci mettiamo in sicurezza. Insieme al Green Pass ci porterebbe nella condizione di controllare con una certa tranquillità la circolazione del virus. Non lo eliminiamo ma la sua presenza sarebbe compatibile con la conduzione di una vita normale e con la tutela della salute». Lo dice in un'intervista a La Repubblica Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza. Ricciardi è convinto che l'uso del Green Pass «debba caratterizzare tutte le attività che si svolgono in luoghi chiusi. La variante Delta è così contagiosa che se le dai spazi se li prende tutti», aggiunge. Con questa estensione si potrebbe evitare di mettere l'obbligo vaccinale «perché con questa 'spinta gentile' arriveremmo comunque a coperture elevatissime. E' chiaro poi che se emergono nuove varianti ancora più preoccupanti della Delta si può tenere come arma di riserva l'obbligo».

Nel frattempo, la campagna di vaccinazione si avvicina al traguardo dei 40 milioni di persone che hanno avuto le due dosi, mentre i numeri dell'epidemia diffusi dal ministero della Salute continuano a indicare una situazione delicata, con 4.664 nuovi casi in 24 ore contro i 5.193 del giorno precedente, individuati con 267.358 test, fra molecolari e antigenici rapidi, a fronte dei 333.741 del giorno prima. Il tasso di positività risulta in aumento dall'1,6% all'1,7%. I decessi sono stati 34 (57 il giorno precedente) e i ricoverati nelle terapie intensive sono complessivamente 559, 12 in più in 24 ore nel saldo tra entrate e uscite; i nuovi ingressi sono stati 36 (40 il giorno prima). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.113, quattro in meno rispetto ai 4.117 del giorno prima. I soggetti contagiati, nonostante la vaccinazione, sviluppano normalmente una sintomatologia che decolla in maniera più blanda e che non mette a rischio il Servizio Sanitario Nazionale in termini di occupazione di posti letto ed in particolare di Terapie Intensive. I recenti focolai, che hanno riguardato il personale vaccinato degli operatori socio-sanitari, dimostrano tuttavia la necessità, in tempi relativamente brevi, di una nuova vaccinazione di queste categorie professionali. Nel corso del Congresso "Vaccinarsi. Ieri, oggi, domani. Cosa ci ha insegnato la pandemia Covid-19", istituito dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), è stato lanciato, infatti, un forte appello da Antonio Ferro, Presidente della Società Italiana di Igiene: «Invitiamo tutti gli operatori sanitari non ancora vaccinati a procedere con la relativa vaccinazione, nel tempo più breve possibile, in quanto, oltre ad un obbligo di legge, se ne applica uno morale rivolto alla protezione degli assistiti e della popolazione nel suo complesso».

E' «forte» la riduzione del rischio di infezione da virus SARS-Cov-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: 77% per la diagnosi, 93% per l'ospedalizzazione, 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi. Il dato aggiornato sull'efficacia dei vaccini conferma, senza lasciare dubbi, la protezione che sta contribuendo a ridurre in queste settimane in contagi da Covid in Italia, ma che ha soprattutto ridotto drasticamente il numero dei morti e dei ricoverati. L'analisi all'8 settembre sulla protezione e l'efficacia vaccinale pubblicato nel report esteso dell'Iss indica che il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni per i non vaccinati è stato di circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo. Fra gli over 80 negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben tredici volte più basso dei non vaccinati (1,1 contro 14,8 per 100.000 abitanti) mentre il tasso di decesso è quindici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo (76,2 contro il 5,0 per 100.000 abitanti). L'efficacia complessiva della vaccinazione incompleta nel prevenire l'infezione è pari al 63%, mentre quella della vaccinazione completa è pari al 77,3%. L'efficacia nel prevenire l'ospedalizzazione sale all'84,1% per la vaccinazione con ciclo incompleto e al 93,4% per quella con ciclo completo. Nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all'90,8% per la vaccinazione con ciclo incompleto e al 95,7% per il ciclo completo. Infine, l'efficacia nel prevenire il decesso è pari all'83,8% per la vaccinazione con ciclo incompleto e al 96,3% con ciclo completo.
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