Politica e Sanità

mag312021

Vaccini Covid, terza dose dai Mmg. Anelli: conseguenza logica ma vanno considerati i carichi di lavoro

"È un atteggiamento di prudenza valutare che, se l'immunizzazione da Covid non è duratura come per altri vaccini, vada pianificato che nel giro di 9-12 mesi ci sia un'altra somministrazione. Che siano i medici di famiglia a farlo è la cosa più logica, così come avviene per l'influenza. Ma a condizione che vengano tenuti in conto i carichi di lavoro". Lo ha detto il presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli che chiede l'apertura di un tavolo sindacati-ministro della Salute perché "per organizzare tutto con modalità ordinaria bisogna rafforzare la Medicina generale, e contrattualizzare un accordo".

Anelli, parlando all'Ansa, ha poi continuato spiegando che le risorse finora utilizzate per gli hub vaccinali, potrebbero almeno in parte essere utilizzate per la Medicina generale, perlomeno quando sarà più chiaro qual è il tempo reale dell'immunizzazione e se dovesse emergere la necessità di vaccinare le persone contro il Covid annualmente. "Al momento, in questa fase di emergenza, molte risorse tra medici e infermieri, sono al lavoro per la campagna vaccinale. Ma questo toglie anche molto personale e disponibilità negli altri reparti - ha sottolineato - e anche i medici di famiglia prima o poi dovranno tornare a dedicare più tempo ai pazienti con malattie differenti dal Covid. Questo significa che bisognerà investire per dare supporto alla Medicina generale se dovrà affrontare anche la vaccinazione anti Covid ogni 12 mesi". E ha concluso: "È chiaro che se la vaccinazione diventerà ordinaria, bisogna pianificare e contrattualizzare".
Anche il segretario Fimmg Silvestro Scotti ha sottolineato come medici di famiglia abbiano dato la "disponibilità al processo vaccinale quando abbiamo incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza, e al commissario Figliuolo, per presentare il nostro algoritmo intelligente". Una disponibilità, spiega Scotti, che vale "anche per la terza dose di richiamo del vaccino". Se si va verso il recupero della normalità e quindi la dismissione dei grandi centri ora impiegati come hub, "ci sarà la possibilità di fare i vaccini nello studio del medico di famiglia", prosegue Scotti, secondo cui i medici potranno vaccinare seguendo quando fatto e quanto fanno ogni anno per la vaccinazione antinfluenzale. Il problema sarà far dialogare le varie anagrafi vaccinali. Attualmente infatti "esiste l'anagrafe regionale dei vaccini obbligatori, che dovrebbe essere allineata a quella nazionale - continua Scotti - ma in realtà la cosa è a macchia di leopardo. E poi c'é l'anagrafe Covid che non comunica con le altre e che ci impone procedure piuttosto lunghe per la registrazione e non ci permette di fare modifiche in caso di errori nella compilazione di alcuni dati".
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi