Politica e Sanità

nov252022

Vaccini, diminuisce fiducia in Ue. Italia sopra la media europea

La fiducia nei vaccini in generale nell'Unione Europea è andata calando: sui 25.143 sondati, solo l'81,5% ritiene che i vaccini siano importanti, in calo dal 91,8% del 2020 e dall'89,6% del 2018. Il bilancio riguarda non solo quelli anti-Covid, per i quali nel 2018 e nel 2020 non c'erano dati poiché ancora non esistevano.
È uno dei dati che emerge dal rapporto della Commissione europea sullo stato della fiducia nei vaccini nell'Unione nel 2022. Dal report emerge che per l'84,8% degli italiani i vaccini contro Covid-19 sono «importanti», percentuale molto più alta della media Ue che è del 78,4%. Complessivamente, considerando i vaccini in generale e non solo quelli contro Covid-19, gli italiani sono diventati più consapevoli, relativamente al resto dell'Europa, della rilevanza di questi farmaci: mentre nel 2018 e nel 2020 il Paese era sesto in Ue per fiducia nei vaccini, nel 2022 è quarto, con il 61,8% che ritiene questi rimedi importanti, sicuri, efficaci e compatibili con le convinzioni religiose. Superano l'Italia solo Portogallo (75,3%), Spagna (70,6%) e Irlanda (63,7%). La Germania è solo al 58,9%, la Francia addirittura al 46,8% (la peggiore è la Lettonia, al 29,1%). La consapevolezza del fatto che i vaccini in generale sono importanti, tuttavia, è calata anche in Italia, dal 92% del 2018 all'84,8% del 2022.

A confermare la validità dei vaccini anti-Covid e il loro potenziale impatto in fatto di vittime evitate è un'analisi pubblicata su 'Jama'. Gli Stati Uniti hanno riportato oltre 370mila morti per Covid (112 per 100.000 abitanti) durante le ondate di Delta e Omicron. E l'eccesso di mortalità per tutte le cause ha superato la mortalità per Covid, arrivando a 145/100.000 abitanti. Ma se queste due voci avessero avuto valori simili a quelli degli Stati più vaccinati, il tributo di vite perse per il virus sarebbe stato inferiore. Se la mortalità Covid complessiva degli Usa fosse stata in linea con quella inferiore registrata nei suoi 10 Stati più vaccinati - spiegano gli autori della Brown School of Public Health di Providence (Rhode Island) e dell'University of Pennsylvania Perelman School of Medicine di Filadelfia - il Paese avrebbe evitato più di 122mila morti dal giugno 2021 al marzo 2022, e ne avrebbe evitati oltre 266mila se il tasso di mortalità per tutte le cause degli Stati Uniti fosse stato corrispondente a quello dei 10 Stati più vaccinati. Non solo: gli States hanno continuato a rimanere indietro rispetto ad altri Paesi - Italia compresa - sia sulla mortalità Covid che su quella per tutte le cause, evidenziano gli studiosi. Negli Usa, infatti, procedono a rilento le somministrazioni del vaccino anti-Covid nella fascia di età compresa tra i 6 mesi e i 4 anni di vita. A più di 4 mesi dal via libera alla vaccinazione tra i piccolissimi, avvenuta il 18 giugno 2022, uno studio pubblicato dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani mostra che solo il 5,9% dei bambini sotto i 2 anni e l'8,8% di quelli di età compresa tra 2 e 4 anni aveva ricevuto una o più dosi al 9 novembre. Nel primo mese di somministrazioni, la copertura è stata del 3,5%, quota molto al di sotto del 20,7% registrato nel primo mese di vaccinazione della fascia di età 5-11 anni.
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