Politica e Sanità

lug272021

Vaccini influenza. In attesa della terza dose di anti-Covid la corsa delle Regioni all'approvvigionamento

Qualcuno aveva parlato di una terza dose di vaccino Covid-19 da somministrare con l'antinfluenzale. Ma il tempo corre. È dietro l'angolo ottobre, mese indicato dal Ministero della Salute per iniziare ad immunizzare contro l'influenza gli italiani da 60 anni in su e i bambini fino a 6 anni, sicché le regioni hanno avviato l'acquisto dei vaccini stagionali per la campagna 2021-22.

In sette - Abruzzo, Basilicata, Friuli VG, Liguria, Marche, Molise e Sicilia - hanno acquistato online 3 milioni di dosi con il Sistema dinamico di acquisto (Sdapa) "Farmaci" della Centrale unica d'acquisto della Pubblica Amministrazione-Consip. Obiettivo: evitare già da fine autunno che eventuali sintomi dell'influenza possano confondersi con sintomi da Covid e pazienti influenzati trattabili sul territorio, presumendo di avere una polmonite da coronavirus, intasino gli ospedali. La spesa è stata di oltre 45 milioni, con un +50% di dosi rispetto al numero chiesto nel 2020. Ciò secondo Consip consentirà di soddisfare il fabbisogno locale e di assicurare i tassi di copertura previsti dalle Raccomandazioni del Ministero della Salute su Prevenzione e controllo dell'influenza. Le linee guida ministeriali 2021-22 raccomandano di vaccinare anche i bambini tra 6 mesi-6 anni per ridurre la circolazione del virus tra adulti ed anziani.
«Nel 2020, l'influenza si è diffusa meno che gli anni passati, grazie sia ad una campagna vaccinale capillare sia alle misure di distanziamento sociale previste nei lock-down per evitare il contagio da Covid», conferma Marco Tinelli componente del consiglio di direzione nazionale della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit). «Quest'anno difficilmente avremo misure altrettanto restrittive, anche se è possibile un aumento dei casi oltre che dei ricoveri e che si torni per un periodo alle mascherine ed anche, in alcuni casi a lockdown parziali. Dunque, pure per l'influenza potrebbero aumentare le chance di circolare. E, data la propensione a sviluppare varianti stagionali anche in questo virus, nulla esclude l'arrivo di nuovi ceppi più pericolosi, in particolare per i più fragili, come avviene con il formarsi delle varianti nel Covid-19».

E veniamo al coronavirus: rispetto all'autunno dello scorso anno, oggi abbiamo più del 50% della popolazione vaccinato contro il Covid. Un vantaggio? «Sulla carta abbiamo più facilità sia ad individuare i casi di influenza sia quelli di coronavirus, conoscendo le vaccinazioni pregresse. L'infezione per Sars-CoV-2 tra i non vaccinati circola a velocità molto alte, aumentando il rischio di produrre varianti come la delta ormai molto diffusa (da noi dovrebbe essere ubiquitaria all'inizio di settembre). Alcune varianti meno note come soprattutto la epsilon (la più temibile), età, kappa e lambda possono in parte aggirare il vaccino e rendersi sintomatiche anche tra soggetti immunizzati con doppia dose. Insomma, la diagnosi "influenza o Covid" può rivelarsi difficile; e comunque dovremmo evitare che avvenga in ospedali e pronti soccorso, in contesti affollati. In più - sottolinea Tinelli - non è detto che la terza dose di vaccino anti-Covid 19 sia dietro l'angolo. Contro le varianti del Covid-19 dobbiamo ancora approvare nuovi vaccini "aggiornati", commercializzarli e quindi impostare campagne vaccinali nazionali, a partire soprattutto dai target di popolazione vulnerabili, che in larga parte si sovrappongono a chi ha bisogno del vaccino antinfluenzale. Ecco perché, tutto sommato, è corretto affrettarsi ad acquisire dosi di vaccino antinfluenzale da parte delle regioni». Quanto alla vaccinazione antinfluenzale ai bambini tra 6 mesi e 6 anni, Tinelli concorda con la raccomandazione del ministero della Salute. «Tra l'altro, molte regioni hanno iniziato ad acquistare il vaccino spray che offre garanzie di maneggevolezza e tollerabilità».

Mauro Miserendino
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